"Credo che tutta la scrittura di qualità affronti, in un modo o nell'altro, il problema della solitudine, proponendosi come antidoto ad essa. Siamo tutti terribilmente soli. E se non altro nella narrativa esiste una modalità che ti consente di raggiungere con il mondo, con una mente e con dei personaggi un livello di intimità che, nella vita di tutti i giorni, sarebbe fuori dalla tua portata." David Foster Wallace SommarioInformazione di servizio: tutte le newsletter sono disponibili a questo link (qualora vi siate persi le precedenti o vogliate in futuro leggerle nuovamente se non le trovate nella casella di posta). Oggi la regolare rubrica "Street Art" si trasfroma semplicemente in "Art" per ampliare l'offerta di vedute e mezzi per esprimerle.
Libri che cambiano una vita - Dio di illusioni di Donna Tartt
"Perché è pericoloso ignorare l'esistenza dell'irrazionale. Più civilizzata è una persona, più è intelligente, più sarà repressa: e più necessiterà di un sistema per incanalare gli impulsi primitivi che si è studiato così tanto di uccidere. Altrimenti quelle potenti antiche forze si accumuleranno e diverranno di una tale intensità da liberarsi violentemente, con maggior violenza a causa dell'attesa, e avranno tale vigore da spazzar via del tutto la volontà."¹ Questo libro l'ho scoperto per puro caso come spesso mi accade e come ormai avrete capito. Dio di illusioni (The Secret History, titolo originale in inglese) di Donna Tartt è un libro cult dark del 1992, ambientato in un college elitario dove studenti di classici antichi commettono un fatto orribile durante un rito dionisiaco. Questo è il concentrato del libro ma fosse solo questo non sarei qui a raccontarvi di tutto il resto. Partiamo dalla sua autrice. Donna Tartt, nata nel 1963 a Greenwood nel Mississippi, è una scrittrice statunitense nota per la sua prosa densa e ipnotica, influenzata in particolar modo da autori come Nabokov (sì, quello di Lolita). La sua carriera esplose con il romanzo d'esordio Dio di illusioni (1992), scritto durante gli anni all'Università di Bennington nel Vermont, dove strinse amicizia con Bret Easton Ellis (sì, quello di American Psycho) e trasse ispirazione dal suo circolo di amici eccentrici per i protagonisti elitari e decadenti del libro. Dopo otto anni di gestazione, il romanzo divenne un caso editoriale da cinque milioni di copie, seguito da Il piccolo amico (2002) e Il cardellino (2013, Premio Pulitzer), opere che ogni dieci anni circa riflettono il suo ritmo lento e perfezionista (al momento Tartt ha dichiarato di stare lavorando al suo prossimo romanzo). Consiglio ovviamente anche gli altri due se vi piacerà l'epopea cupa e totalizzante di Dio di illusioni. "Sembrava che la mia vita fosse composta interamente di queste frazioni disgiunte di tempo, a stazionare nel tale o talaltro luogo pubblico, come se stessi aspettando un treno che non arrivava mai. E, al pari di uno di quei fantasmi che si dice si aggirino per le stazioni a tarda notte, chiedendo ai passanti l'orario del Midnight Express deragliato vent'anni prima, io vagavo di luce in luce fino alla terribile ora in cui tutte le porte si serravano: allora, uscito dal mondo del calore, della gente e delle conversazioni udite di sfuggita, sentivo di nuovo la vecchia familiare morsa di gelo nelle ossa, e tutto svaniva dalla memoria, il calore, le luci. Sembrava che non avessi mai avuto caldo in vita mia, mai. Divenni esperto nel rendermi invisibile."¹ Il protagonista e narratore inaffidabile è il californiano Richard Papen. Richard è uno di quei personaggi insicuri ma ambiziosi, che nel flusso della vita universitaria americana compie gesti e azioni a caso giusto perché qualcuno gli dice che si vive così. Fin qui il personaggio sembra uno zombie camminante e niente di più ma poi incontra "loro". I veri eletti del corso di greco antico: Henry, Bunny, Francis, Charles e Camilla. Ai suoi occhi sono dèi incarnati e fa di tutto per entrare nella cerchia. Per entrare nel gruppo del professore che è guida spirituale ed effettivamente il vero ed unico "dio di illusioni". "Niente tuttavia spiegherebbe la magia della sua personalità, o il perché - anche alla luce degli eventi successivi - abbia tuttora un irresistibile desiderio di rivederlo come lo vidi la prima volta: il vecchio saggio apparsomi dal nulla, su un tratto di strada desolata, con la promessa stregata di trasformare i miei sogni in realtà."¹ Il professor Julian Morrow è un uomo enigmatico dall'età indefinita, elegante e carismatico, incarna il perfetto esteta decadente: amico in passato di Ezra Pound e T.S. Eliot, vive immerso in un mondo di bellezza platonica e valori classici, con un'aura dionisiaca che seduce i discepoli. Ovviamente i discepoli sono accuratamente selezionati solo tra famiglie molto benestanti, escluso Richard che infatti inventa famiglie agiate e indossa una maschera costantemente per essere ammesso nella cerchia. Richard cerca in parte dentro a questo microcosmo una famiglia, un amore, dei fratelli e forse un padre. Troverà invece il male incarnato ed elevato a valore intellettuale in salsa tzatziki. "Ancor più terribile, invecchiando, scoprire che nessuna persona - non importa quanto vicina - potrà mai capirci davvero. I nostri io sono ciò che ci rende più infelici, ed è per questo che bramiamo perderli, non credete?"¹ Richard Papen, affascinato dalla promessa di elevazione intellettuale, si immerge nello studio dei classici greci sotto la guida del professor Julian Morrow, un maestro esteta e carismatico che personifica pienamente l'ideale apollineo teorizzato da Nietzsche: un mondo di ordine razionale, armonia platonica e bellezza contemplativa, dove l'arte e la filosofia greca antica rappresentano l'apice della civilizzazione umana, immune dalle bassezze del caos quotidiano. Tuttavia, il circolo esclusivo dei suoi cinque studenti progressivamente abbandona questa razionalità apollinea per abbracciare con passione il polo opposto del dionisiaco: un'esplosione di ebbrezza irrazionale, estasi orgiastica, eccessi sensoriali e impulsi primordiali nietzschiani, che li spinge a tentare un autentico rito ispirato ai culti di Dioniso, con canti, danze sfrenate sotto la luna e l'uso di droghe per evocare una comunione estatica con la natura. "Esistono cose come i fantasmi. Si è sempre detto, in ogni luogo; e noi ci crediamo allo stesso modo in cui ci credeva Omero, solo che li chiamiamo con nomi diversi: memoria, subconscio."¹ Questo contrasto tra ordine apollineo e impulso dionisiaco diventa la forza nascosta che guida il percorso di Richard: all’inizio è attratto dall’idea di appartenere a un’élite intellettuale capace di imitare i greci come se fossero figure quasi divine, e per questo mente sul proprio passato pur di entrare nel gruppo e conquistare un posto nel prestigioso ambiente di Hampden. Ma una volta dentro, finisce per lasciarsi coinvolgere sempre più dal fascino del disordine, dell’eccesso e della trasgressione, fino a confondere il desiderio di bellezza con la perdita di misura. È proprio questa progressiva discesa che lo conduce a partecipare al primo omicidio avvenuto durante il rito, e poi a confrontarsi con il peso delle conseguenze: paura, senso di colpa, paranoia e dissoluzione definitiva del gruppo. "Alcune cose sono troppo terribili per entrare a far parte di noi a primo impatto. Altre contengono una tale carica di orrore che mai entreranno dentro di noi. Solamente più tardi nella solitudine, nella memoria, giunge la comprensione: quando le ceneri sono fredde, la gente in lutto è andata via; quando ci si guarda intorno e ci si ritrova in un mondo completamente diverso."¹ Lo stile di Donna Tartt è profondamente influenzato da Vladimir Nabokov, che lei stessa cita tra le sue letture formative, per la prosa preziosa che fonde descrizioni vivide, dettagli sensoriali e un ritmo ipnotico. Tartt adotta il lirismo nabokoviano, con frasi complesse e digressioni eleganti che elevano l'ordinario a poetico. Questo tratto è molto presente durante tutto il libro e, a parer mio, lo eleva tecnicamente rispetto al genere stesso del romanzo. Io ho trovato il suo stile calzante e intrigante ma allo stesso tempo vivido e molto realistico. Donna Tartt scrive bene ed è tutto confermato anche nei suoi libri successivi. Il suo perfezionismo rasenta la maniacalità e a volte la follia stilistica. "Ci piace pensare che abbia un certo valore, la vecchia banalità amor vincit omnia. Ma se ho imparato una cosa, nella mia breve triste vita, è che quella banalità è una bugia: l’amore non vince nulla, e chi lo pensa è uno sciocco."¹ Cosa rimane di tutto questo? Dei ragazzi fragili abituati ad avere il meglio e credersi di conseguenza che fanno cose stupide ispirati da un povero e colto scemo che agisce da "mandante morale" inconscio, instillando edonismo estetico privo di etica, ma sparendo come un padre che rifiuta i figli mostruosi. La sua uscita enfatizza il tema dell'illusione: il professore dio si dissolve, esponendo l'ipocrisia elitaria del gruppo. E infatti di questo parla il libro: di quanto a volte siamo sopraffatti dalle idee che non esistono ma che ci affascinano, da quanto le persone mentono per esaltare le proprie stesse idee. Delle illusioni che noi ci creiamo sulla vita e sulle persone e di come a volte queste illusioni siano tanto distruttive quanto irreali. Resta un libro forte e duro da digerire, a questo serve la letteratura ed è il motivo per cui vale il vostro tempo. Per farci ragionare sulla natura delle persone e non per metterci a nostro agio con le nostre certezze e buoni sentimenti. Come giustamente fa notare il Porfessor Grande quando due genitori hanno chiesto di sollevare la propria figlia quindicenne dalla lettura di Dio di illusioni, perché non adatto alla loro bambina². "I greci erano diversi. Avevano la passione dell'ordine e della simmetria, al pari dei romani, ma sapevano quanto fosse sciocco non riconoscere il mondo invisibile, gli antichi dèi. Emotività, oscurità, barbarie." Guardò il soffitto un istante, il volto turbato. "Vi rammentate l'argomento di prima? Che le cose cruente, terribili, sono a volte le più belle? E' un'idea tipica dei greci, e molto profonda. Bellezza è terrore. Ciò che chiamiamo bello ci fa tremare. E cosa potrebbe essere più terrificante e più bello, per anime come quelle dei greci o le nostre, che perdere ogni controllo? Strapparsi di dosso per un attimo le catene dell'essere, frantumare la contingenza del nostro io mortale? Euripide parla delle Menadi: la testa gettata all'indietro, la gola verso le stelle "più simili al cervo che all'uomo". Essere assolutamente liberi! Si è ben capaci, è ovvio, di esaurire queste passioni distruttrici in modo più volgari e meno efficaci. Ma quanto glorioso liberarle in un unico getto! Cantare, urlare, danzare a piedi nudi nel bosco nel cuore della notte, privi, come gli animali, della coscienza della morte! Sono potenti i misteri. Mugghiare di tori. Miele zampillante dalla terra. Se siamo abbastanza forti di cuore, possiamo strappare il velo e fissare quella nuda, terribile bellezza dritto in volto: che il Dio ci consumi, ci divori, ci smembri. E poi ci sputi rinati."¹ Dio di illusioni ci sussurra una verità eterna: sotto la patina dorata dell'élite e dei filtri social, l'eccesso dionisiaco ci rende tutti assassini di noi stessi.
Art - Soña Lee
Soña Lee è un' illustratrice freelance originaria di Seoul e basata a Rotterdam specializzata in illustrazione, pittura, murales e animazione. Incanta con il suo stile pulito, essenziale, asratto e coloratissimo. Nelle sue opere per la campagna New York Times Advertising (quelle qui mostrate), lo stile si distingue per colori neon saturi e gradienti ipnotici che fondono tonalità accese come fucsia, turchesi e viola elettrici in composizioni fluide e dinamiche, creando un effetto di profondità illusoria e movimento vorticoso. Io le trovo rilassanti e allo stesso rassicuranti, vi consiglio di fare un giro sul suo sito per ammirare altre sue opere altrettanto morbide e divertenti. Il consiglio - Cose belle di InternetOggi mi permetto di consigliarvi due siti web che fanno parte di quell'Internet che ormai non esiste quasi più. Una chicca di nostalgia anni 90' e nerdate per astrofili.
⚓ Naviga con me tra parole e idee: iscriviti a flint Se questa newsletter ti è piaciuta, sentiti libero/a di inoltrarla: più siamo a bordo, meglio navighiamo. 🌊 Se ti sei perso o vuoi recuperare tutte i numeri di flint usa questo link! "Non esiste miglior barca di un libro per esplorare terre lontane." Emily Dickinson
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"Credo che tutta la scrittura di qualità affronti, in un modo o nell'altro, il problema della solitudine, proponendosi come antidoto ad essa. Siamo tutti terribilmente soli. E se non altro nella narrativa esiste una modalità che ti consente di raggiungere con il mondo, con una mente e con dei personaggi un livello di intimità che, nella vita di tutti i giorni, sarebbe fuori dalla tua portata." David Foster Wallace SommarioInformazione di servizio: tutte le newsletter sono disponibili a questo link (qualora vi siate persi le precedenti o vogliate in futuro leggerle nuovamente se non le trovate nella casella di posta). Oggi la regolare rubrica "Street Art" si trasfroma semplicemente in "Art" per ampliare l'offerta di vedute e mezzi per esprimerle.
Libri che cambiano una vita - Dio di illusioni di Donna Tartt
"Perché è pericoloso ignorare l'esistenza dell'irrazionale. Più civilizzata è una persona, più è intelligente, più sarà repressa: e più necessiterà di un sistema per incanalare gli impulsi primitivi che si è studiato così tanto di uccidere. Altrimenti quelle potenti antiche forze si accumuleranno e diverranno di una tale intensità da liberarsi violentemente, con maggior violenza a causa dell'attesa, e avranno tale vigore da spazzar via del tutto la volontà."¹ Questo libro l'ho scoperto per puro caso come spesso mi accade e come ormai avrete capito. Dio di illusioni (The Secret History, titolo originale in inglese) di Donna Tartt è un libro cult dark del 1992, ambientato in un college elitario dove studenti di classici antichi commettono un fatto orribile durante un rito dionisiaco. Questo è il concentrato del libro ma fosse solo questo non sarei qui a raccontarvi di tutto il resto. Partiamo dalla sua autrice. Donna Tartt, nata nel 1963 a Greenwood nel Mississippi, è una scrittrice statunitense nota per la sua prosa densa e ipnotica, influenzata in particolar modo da autori come Nabokov (sì, quello di Lolita). La sua carriera esplose con il romanzo d'esordio Dio di illusioni (1992), scritto durante gli anni all'Università di Bennington nel Vermont, dove strinse amicizia con Bret Easton Ellis (sì, quello di American Psycho) e trasse ispirazione dal suo circolo di amici eccentrici per i protagonisti elitari e decadenti del libro. Dopo otto anni di gestazione, il romanzo divenne un caso editoriale da cinque milioni di copie, seguito da Il piccolo amico (2002) e Il cardellino (2013, Premio Pulitzer), opere che ogni dieci anni circa riflettono il suo ritmo lento e perfezionista (al momento Tartt ha dichiarato di stare lavorando al suo prossimo romanzo). Consiglio ovviamente anche gli altri due se vi piacerà l'epopea cupa e totalizzante di Dio di illusioni. "Sembrava che la mia vita fosse composta interamente di queste frazioni disgiunte di tempo, a stazionare nel tale o talaltro luogo pubblico, come se stessi aspettando un treno che non arrivava mai. E, al pari di uno di quei fantasmi che si dice si aggirino per le stazioni a tarda notte, chiedendo ai passanti l'orario del Midnight Express deragliato vent'anni prima, io vagavo di luce in luce fino alla terribile ora in cui tutte le porte si serravano: allora, uscito dal mondo del calore, della gente e delle conversazioni udite di sfuggita, sentivo di nuovo la vecchia familiare morsa di gelo nelle ossa, e tutto svaniva dalla memoria, il calore, le luci. Sembrava che non avessi mai avuto caldo in vita mia, mai. Divenni esperto nel rendermi invisibile."¹ Il protagonista e narratore inaffidabile è il californiano Richard Papen. Richard è uno di quei personaggi insicuri ma ambiziosi, che nel flusso della vita universitaria americana compie gesti e azioni a caso giusto perché qualcuno gli dice che si vive così. Fin qui il personaggio sembra uno zombie camminante e niente di più ma poi incontra "loro". I veri eletti del corso di greco antico: Henry, Bunny, Francis, Charles e Camilla. Ai suoi occhi sono dèi incarnati e fa di tutto per entrare nella cerchia. Per entrare nel gruppo del professore che è guida spirituale ed effettivamente il vero ed unico "dio di illusioni". "Niente tuttavia spiegherebbe la magia della sua personalità, o il perché - anche alla luce degli eventi successivi - abbia tuttora un irresistibile desiderio di rivederlo come lo vidi la prima volta: il vecchio saggio apparsomi dal nulla, su un tratto di strada desolata, con la promessa stregata di trasformare i miei sogni in realtà."¹ Il professor Julian Morrow è un uomo enigmatico dall'età indefinita, elegante e carismatico, incarna il perfetto esteta decadente: amico in passato di Ezra Pound e T.S. Eliot, vive immerso in un mondo di bellezza platonica e valori classici, con un'aura dionisiaca che seduce i discepoli. Ovviamente i discepoli sono accuratamente selezionati solo tra famiglie molto benestanti, escluso Richard che infatti inventa famiglie agiate e indossa una maschera costantemente per essere ammesso nella cerchia. Richard cerca in parte dentro a questo microcosmo una famiglia, un amore, dei fratelli e forse un padre. Troverà invece il male incarnato ed elevato a valore intellettuale in salsa tzatziki. "Ancor più terribile, invecchiando, scoprire che nessuna persona - non importa quanto vicina - potrà mai capirci davvero. I nostri io sono ciò che ci rende più infelici, ed è per questo che bramiamo perderli, non credete?"¹ Richard Papen, affascinato dalla promessa di elevazione intellettuale, si immerge nello studio dei classici greci sotto la guida del professor Julian Morrow, un maestro esteta e carismatico che personifica pienamente l'ideale apollineo teorizzato da Nietzsche: un mondo di ordine razionale, armonia platonica e bellezza contemplativa, dove l'arte e la filosofia greca antica rappresentano l'apice della civilizzazione umana, immune dalle bassezze del caos quotidiano. Tuttavia, il circolo esclusivo dei suoi cinque studenti progressivamente abbandona questa razionalità apollinea per abbracciare con passione il polo opposto del dionisiaco: un'esplosione di ebbrezza irrazionale, estasi orgiastica, eccessi sensoriali e impulsi primordiali nietzschiani, che li spinge a tentare un autentico rito ispirato ai culti di Dioniso, con canti, danze sfrenate sotto la luna e l'uso di droghe per evocare una comunione estatica con la natura. "Esistono cose come i fantasmi. Si è sempre detto, in ogni luogo; e noi ci crediamo allo stesso modo in cui ci credeva Omero, solo che li chiamiamo con nomi diversi: memoria, subconscio."¹ Questo contrasto tra ordine apollineo e impulso dionisiaco diventa la forza nascosta che guida il percorso di Richard: all’inizio è attratto dall’idea di appartenere a un’élite intellettuale capace di imitare i greci come se fossero figure quasi divine, e per questo mente sul proprio passato pur di entrare nel gruppo e conquistare un posto nel prestigioso ambiente di Hampden. Ma una volta dentro, finisce per lasciarsi coinvolgere sempre più dal fascino del disordine, dell’eccesso e della trasgressione, fino a confondere il desiderio di bellezza con la perdita di misura. È proprio questa progressiva discesa che lo conduce a partecipare al primo omicidio avvenuto durante il rito, e poi a confrontarsi con il peso delle conseguenze: paura, senso di colpa, paranoia e dissoluzione definitiva del gruppo. "Alcune cose sono troppo terribili per entrare a far parte di noi a primo impatto. Altre contengono una tale carica di orrore che mai entreranno dentro di noi. Solamente più tardi nella solitudine, nella memoria, giunge la comprensione: quando le ceneri sono fredde, la gente in lutto è andata via; quando ci si guarda intorno e ci si ritrova in un mondo completamente diverso."¹ Lo stile di Donna Tartt è profondamente influenzato da Vladimir Nabokov, che lei stessa cita tra le sue letture formative, per la prosa preziosa che fonde descrizioni vivide, dettagli sensoriali e un ritmo ipnotico. Tartt adotta il lirismo nabokoviano, con frasi complesse e digressioni eleganti che elevano l'ordinario a poetico. Questo tratto è molto presente durante tutto il libro e, a parer mio, lo eleva tecnicamente rispetto al genere stesso del romanzo. Io ho trovato il suo stile calzante e intrigante ma allo stesso tempo vivido e molto realistico. Donna Tartt scrive bene ed è tutto confermato anche nei suoi libri successivi. Il suo perfezionismo rasenta la maniacalità e a volte la follia stilistica. "Ci piace pensare che abbia un certo valore, la vecchia banalità amor vincit omnia. Ma se ho imparato una cosa, nella mia breve triste vita, è che quella banalità è una bugia: l’amore non vince nulla, e chi lo pensa è uno sciocco."¹ Cosa rimane di tutto questo? Dei ragazzi fragili abituati ad avere il meglio e credersi di conseguenza che fanno cose stupide ispirati da un povero e colto scemo che agisce da "mandante morale" inconscio, instillando edonismo estetico privo di etica, ma sparendo come un padre che rifiuta i figli mostruosi. La sua uscita enfatizza il tema dell'illusione: il professore dio si dissolve, esponendo l'ipocrisia elitaria del gruppo. E infatti di questo parla il libro: di quanto a volte siamo sopraffatti dalle idee che non esistono ma che ci affascinano, da quanto le persone mentono per esaltare le proprie stesse idee. Delle illusioni che noi ci creiamo sulla vita e sulle persone e di come a volte queste illusioni siano tanto distruttive quanto irreali. Resta un libro forte e duro da digerire, a questo serve la letteratura ed è il motivo per cui vale il vostro tempo. Per farci ragionare sulla natura delle persone e non per metterci a nostro agio con le nostre certezze e buoni sentimenti. Come giustamente fa notare il Porfessor Grande quando due genitori hanno chiesto di sollevare la propria figlia quindicenne dalla lettura di Dio di illusioni, perché non adatto alla loro bambina². "I greci erano diversi. Avevano la passione dell'ordine e della simmetria, al pari dei romani, ma sapevano quanto fosse sciocco non riconoscere il mondo invisibile, gli antichi dèi. Emotività, oscurità, barbarie." Guardò il soffitto un istante, il volto turbato. "Vi rammentate l'argomento di prima? Che le cose cruente, terribili, sono a volte le più belle? E' un'idea tipica dei greci, e molto profonda. Bellezza è terrore. Ciò che chiamiamo bello ci fa tremare. E cosa potrebbe essere più terrificante e più bello, per anime come quelle dei greci o le nostre, che perdere ogni controllo? Strapparsi di dosso per un attimo le catene dell'essere, frantumare la contingenza del nostro io mortale? Euripide parla delle Menadi: la testa gettata all'indietro, la gola verso le stelle "più simili al cervo che all'uomo". Essere assolutamente liberi! Si è ben capaci, è ovvio, di esaurire queste passioni distruttrici in modo più volgari e meno efficaci. Ma quanto glorioso liberarle in un unico getto! Cantare, urlare, danzare a piedi nudi nel bosco nel cuore della notte, privi, come gli animali, della coscienza della morte! Sono potenti i misteri. Mugghiare di tori. Miele zampillante dalla terra. Se siamo abbastanza forti di cuore, possiamo strappare il velo e fissare quella nuda, terribile bellezza dritto in volto: che il Dio ci consumi, ci divori, ci smembri. E poi ci sputi rinati."¹ Dio di illusioni ci sussurra una verità eterna: sotto la patina dorata dell'élite e dei filtri social, l'eccesso dionisiaco ci rende tutti assassini di noi stessi.
Art - Soña Lee
Soña Lee è un' illustratrice freelance originaria di Seoul e basata a Rotterdam specializzata in illustrazione, pittura, murales e animazione. Incanta con il suo stile pulito, essenziale, asratto e coloratissimo. Nelle sue opere per la campagna New York Times Advertising (quelle qui mostrate), lo stile si distingue per colori neon saturi e gradienti ipnotici che fondono tonalità accese come fucsia, turchesi e viola elettrici in composizioni fluide e dinamiche, creando un effetto di profondità illusoria e movimento vorticoso. Io le trovo rilassanti e allo stesso rassicuranti, vi consiglio di fare un giro sul suo sito per ammirare altre sue opere altrettanto morbide e divertenti. Il consiglio - Cose belle di InternetOggi mi permetto di consigliarvi due siti web che fanno parte di quell'Internet che ormai non esiste quasi più. Una chicca di nostalgia anni 90' e nerdate per astrofili.
⚓ Naviga con me tra parole e idee: iscriviti a flint Se questa newsletter ti è piaciuta, sentiti libero/a di inoltrarla: più siamo a bordo, meglio navighiamo. 🌊 Se ti sei perso o vuoi recuperare tutte i numeri di flint usa questo link! "Non esiste miglior barca di un libro per esplorare terre lontane." Emily Dickinson
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