Questa newsletter è figlia del mio lassismo organizzativo - e del non talento nel scegliere un titolo, evidentemente. Poche passioni sparute cadenzano il mio quotidiano, ma è il modo in cui le porto avanti che determina l'avanzare, il divampare delle stesse. Così, per sublimare il mio infinito amore per la letteratura, ho deciso di sperimentare una nuova strada. Un mio piccolo impegno settimanale e un paio di proposte nelle vostre caselle di posta elettronica
Narrativa - Peter Handke, "Prima del calcio di rigore" (Guanda, 2016, 1º ed 1970, p.160) - Il Premio Nobel per la Letteratura 2019, sulla carta, stride con il mio intento di proporre scrittori e testi di nicchia. In realtà, Handke non è conosciuto, non è apprezzato dai più - di mezzo ci sono anche le controversie politiche, tornate in auge nell'anno del Nobel, e una feroce critica alla sua prosa - e nemmeno chissà quanto letto. "Prima del calcio di rigore" si caratterizza come l'ultimo anelito di pura e totale avanguardia dello scrittore austriaco prima della "normalizzazione" - per citare Luigi Grazioli su Doppiozero - avvenuta a partire dal suo lavoro più famoso e apprezzato: "Infelicità senza desideri". Il primo Handke, in una miscela esplosiva che si dipana tra teatro, poesia e narrativa, dà vita a un destrutturalismo estremo. La prosa non segue mai un filo conduttore perchè ogni frase crea un proprio microcosmo di immagini, sensazioni, odori, sentori vari. "Prima del calcio di rigore" rappresenta già un piccolo distaccamento rispetto ai primi lavori e si caratterizza per un taglio sperimentale in cui si uniscono e al contempo si annullano diversi generi: giallo, thriller, poliziesco, memoir con vividi tratti di postmodernismo ed esistenzialismo. L'elettroinstallatore Josef Bloch - un tempo portiere di calcio - viene licenziato dal suo lavoro in cantiere. Vaga per Vienna senza meta e, al termine di un'ansiogena ricerca di contatto umano, conosce una donna. Senza motivo, poco dopo, la uccide. Inizia così il viaggio disperato del protagonista che cerca di anticipare mentalmente le mosse dell'avversario, la polizia, potendo solo intuire come e quando verrà sferrato l'attacco. Il libro è una lunga attesa straniante, un coacervo di pensieri che bloccano il tempo e vengono esplicitati nella prosa boccheggiante di Handke. Bloch sa che, come in una partita di calcio, il portiere vigilerà in difesa della porta ma che, alla fine dei giochi, la stessa verrà violata da un elementare calcio di rigore realizzato dall'attaccante. Qui c'è, appunto, solo il racconto antecedente all'azione. "Di nuovo il risveglio. Due, tre, quattro, cominciò a contare Bloch. La sua condizione non era cambiata, ma nel sonno doveva esservisi abituato. Intascò la moneta che era caduta sotto il letto e scese a pianterreno. Se poneva attenzione e simulava, ogni parola continuava coerentemente a produrne un’altra. Una piovosa giornata d’ottobre; una mattina presto; un polveroso vetro di finestra: il meccanismo funzionava." Monografia di Luigi Grazioli su Peter Handke: https://www.doppiozero.com/il-nobel-peter-handke Link per l'acquisto: https://www.guanda.it/libri/peter-handke-prima-del-calcio-di-rigore-9788823509603 Poesia - Simone Cattaneo, "Peace & Love" (p.126, 2012, Il Ponte del Sale) - “Non sarei mai riuscito a immaginare Simone invecchiato, mi è sempre parso eterno” racconta il nipote Lorenzo in un'intervista curata da Matteo Fais per Pangea. Cattaneo è un poeta spigoloso, che viaggia in costante disequilibrio sugli eccessi. Scrive per una folgorazione, un taglio netto del verso e dell'immagine che esso produce, una luce ampia e, in più casi, accecante. Viviseziona ogni regola che, nei primi anni duemila, si regge ancora sui dogmi intimisti di fine novecento, è sale sulla carne viva di una ferita non ancora cicatrizzata. In "Peace & Love" confluisce quasi tutta la sua produzione in versi ("Nome e soprannome", "Made in Italy" e il postumo "Peace & Love", che dà il nome alla raccolta). In "Nome e soprannome" troviamo un cinismo ancora ovattato, embrionale, sorretto da un lirismo di livello che smussa gli angoli delle parole regalandoci metafore visive che ricordano i grandi poeti italiani del '900 - vedesi Milo De Angelis nel racconto della sua Milano, ad esempio. Nelle due fatiche successive, Cattaneo spoglia le sue produzioni di ogni sovrastruttura, il peso delle parole, intrise di dolore, piega ogni velleità poetica: è crudo, cinico, bastardo, violento e la poesia vira sempre più verso un flusso di coscienza in simil prosa. Le liriche dei poeti suicidi, e di questo ne sono fermamente convinto, sono pregne di vitalità, nell'accezione più rischiosa del termine. Non ammantate dal superficialismo ridondante, incanalate su dogmi quotidiani, banalmente uguali; l'emblema del non vivere entro canoni preconfezionati. Cattaneo è riuscito ad andare oltre, come solo pochi esempi sparuti nel mondo. Giorgio Anelli, critico letterario e scrittore, lo racconta così: «Cattaneo è un faro nella burrasca della poesia contemporanea italiana ed europea. La sua opera, credo sia veramente il seme di una nuova tradizione poetica. Questa è l’evidenza letale che emerge dai suoi versi. Non ho dubbi. Ne parlo a ragion veduta. Nessuno prima di lui ha osato tanto. Creare un genere, che rientra a pieno titolo nel canone poetico letterario italiano, un genere ‒ dicevo, unico e per ciò originale, comporta la responsabilità di un rischio per nulla calcolato ma voluto, di un maledettismo visionario che non ha precedenti nella nostra storia.» Si è tagliata le vene e ha disegnato con il sangue sul muro che costeggia il mio palazzo dei dolci gabbiani d’amore. Non è servito l’intervento di pulizia del comune, un po’ di pioggia nella notte ha cancellato tutto. Chi fosse questa strana tipa non si è voluto mai sapere, aveva solo una specie di ponteggio che le reggeva il mento. Sarà stata una grave malattia dal decorso fulminante. Certo è che novizi, discepoli e santoni portano tutti gli stessi cognomi contraggono il viso ed è un omicidio, credono nell’ospitalità di un’unica soluzione, una sola dimensione, una fatale emarginazione. Roberto Batisti su Simone Cattaneo: https://www.labalenabianca.com/2018/09/18/simone-cattaneo-anche-la-gravita-mi-sembra-uno-scherzo-cattivo-gusto/ Link per l'acquisto: https://ilpontedelsale.com/product/peace-and-love/ Alla prossima settimana!
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