"Quando ero piccolo, mi innamoravo di tutto correvo dietro ai cani." De André, Fabrizio, e Massimo Bubola. “Coda di lupo.” Rimini, Ricordi, 1978. SommarioScusate (ancora) per il ritardo ma il caldo mi ha sciolto :) Informazione di servizio: tutte le newsletter sono disponibili a questo link (qualora vi siate persi le precedenti o vogliate in futuro leggerle nuovamente se non le trovate nella casella di posta).
Cogito, ergo sum - La nostalgia ha quattro zampeQuesta volta voglio parlare di una cosa personale, una riflessione su un fenomeno che anche se non tocca tutti può toccare tante persone. Sto parlando della morte di un animale di famiglia, ossia un animale che ha vissuto con noi per molto tempo e che poi inesorabilmente ci lascia. Non voglio ovviamente esaltare le virtù delle specie non umane come "migliori" o dotate di alti valori morali e cadere nella facile retorica nel dire "sono meglio delle persone" o cagate simili. Un noto rapper italiano ha espresso questo concetto in un modo geniale in una sua canzone: "i cani son meglio delle persone che dicono che i cani son meglio delle persone"¹. Non poteva essere più chiaro. Fatta questa premessa, cerchiamo di analizzare e capire quello che intendo. Un animale che vive con noi è senza dubbio un membro attivo e partecipe della famiglia, condivide pasti e dormite sotto lo stesso tetto. Partecipa ogni giorno a tutte le attività di casa, viene in vacanza con noi, ci sta vicino nei momenti belli e quelli meno belli. Ci ascolta senza giudicare ed è testimone delle unicità e pazzie di ogni famiglia. Eppure quando questi membri della famiglia muoiono, si tende a dare un peso minore alla loro scomparsa. Si dà per scontato che ci lascino prima e che possano essere sostituiti con facilità con altri animali. Questo atteggiamento onestamente lo trovo assai ingiusto proprio nel principio di amore che lega (o che dovrebbe legare) ogni membro di una famiglia. Un anno fa è morto uno dei miei cani. Aveva 15 anni ed è stato con me dalla mia post-adolescenza fino alla cosiddetta età adulta. Ha vissuto con me ed è stato testimone di tanti e grandi cambiamenti nella mia vita. Con lui, a volte penso, se n'è andata effettivamente un pezzo della mia vita a cui per sempre associerò la sua presenza per scandire quegli anni. Tutte quelle passeggiate insieme per parchi e boschi, scalando montagne oppure semplicemente rilassandosi insieme la sera dopo il lavoro. Era un'anima buona, un bracchetto trottatore instancabile. Due orecchie di velluto morbide e uno sguardo dolce che ti scaldava il cuore. Ovviamente bisogna anche menzionare le sue puzzette mefitiche facendo il finto tonto oppure le sue "pisciate" olimpiche annaffiando solo ed esclusivamente il suo albero preferito. Certo, scrivendo questo potrebbe essere confuso con un qualsiasi cane nel mondo ma sarebbe come dire che due persone che si comportano in modo simile siano uguali e quindi intercambiabili. Siamo animali tanto quanto e non credo che direi ad una persona, che ad esempio perde un nonno, di non preoccuparsi tanto un anziano qualunque per la strada è come se fosse il suo caro parente. Appunto la cosa che non trovo giusta è proprio il fatto automatico di delegittimare un dolore perché associato ad un animale che non sia la tua specie. Le relazioni che costruiamo con gli altri, indipendentemente dalla specie a cui apparteniamo, sono uniche dato che sono uniche le interazioni che ci legano. Non sono quindi replicabili in modo clonale bensì si costruiscono ogni volta in modo differente perché le parti in gioco sono cambiate inevitabilmente. Ogni atomo è in fondo unico e a suo modo irripetibile, ed è proprio questo che rende la vita un cosmo di possibilità. Uno dei problemi principali di noi umani è proprio quello di crederci superiori e più importanti di tutti gli altri. Perciò diamo per scontate frasi del tipo "dai, era solo un gatto" oppure "prendi un altro cane". In un modo del tutto relativistico, quel "solo un gatto" potrebbe essere stato magari per me un compagno ben più importante di tanti "amici" sapiens. Oppure persone che per ragioni celesti in automatico classificano gli altri animali (ovviamente loro non si pensano animali) come esseri inferiori privi di qualsivoglia "anima" e perciò non degni di attenzione o rispetto. La mia non vuole essere un'invettiva intra-specie per dire è meglio o peggio questo, la stupidità è ubiquitaria e alzo le mani dinanzi ad essa. Voglio solo dire che non è giusto, secondo me, minimizzare un dolore per la perdita di un nostro amico animale solo perché pensiamo che l'oggetto della perdita sia da considerare inferiore agli esseri umani. Ognuno ha il diritto di viverla nella maniera in cui si sente di doverla e poterla vivere ma non affibiamo in automatico etichette solo in funzione di un pre-concetto sbagliato. A volte penso a quegli ultimi giorni insieme e mi viene una grande nostalgia. Penso a quella mattina di agosto in cui ti ho posato sul prato a guardare il lago e i boschi per l'ultima volta dato che non potevi più muoverti in autonomia. E mi veniva rabbia pensare quando invece varcavi quei luoghi col tuo tartufo correndo libero come sempre ti è piaciuto. Ma quanto è stato bello crescere e vivere insieme? Non scorderò mai i nostri lunghi cammini, le nostre serate in compagnia con la mia mano sul tuo muso che dorme. Mi manchi tanto e ti voglio ricordare così caro amico, perché un giorno ci incontreremo di nuovo là dove le tenebre non esistono più. Voglio infine dedicare queste parole a tutte le persone che hanno o hanno avuto la fortuna di avere un amico come il mio, non ve ne pentirete.
Art - Transmissions di Matt Dixon
Matt Dixon è un illustratore e artista concettuale che ha passato anni a immaginare e costruire un mondo popolato da questi simpatici, strani, teneri e inusuali robot. Lo trovo umano proprio perché usa dei robot sgangherati per rappresentare emozioni umane e dar loro voce con una semplicità giocosa e allo stesso tempo profonda. Il consiglio - From the river di Cala
Ho scoperto i Cala nei meandri di internet come al solito per puro caso e si sono rivelati incredibili fin da subito. Questo album, From the river del 2023, è il loro esordio. I Cala sono una giovanissima band originaria di Inverness e si definiscono una band di musica scozzese post-tradizionale. Non so cosa voglia dire esattamente, ma so esattamente che sono dei musicisti eccezionali con un'energia pazzesca. Prendetevi un attimo e mettetevi in cuffia un album che vi porterà indietro nel tempo ma con uno spirito genuino e moderno immaginando i paesaggi delle Highlands proprio lì davanti a voi. ⚓ Naviga con me tra parole e idee: iscriviti a flint Se questa newsletter ti è piaciuta, sentiti libero/a di inoltrarla: più siamo a bordo, meglio navighiamo. 🌊 Se ti sei perso o vuoi recuperare tutte i numeri di flint usa questo link! "Non esiste miglior barca di un libro per esplorare terre lontane." Emily Dickinson
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flint#08 - Abbaiare stanca
"Quando ero piccolo, mi innamoravo di tutto correvo dietro ai cani." De André, Fabrizio, e Massimo Bubola. “Coda di lupo.” Rimini, Ricordi, 1978. SommarioScusate (ancora) per il ritardo ma il caldo mi ha sciolto :) Informazione di servizio: tutte le newsletter sono disponibili a questo link (qualora vi siate persi le precedenti o vogliate in futuro leggerle nuovamente se non le trovate nella casella di posta).
Cogito, ergo sum - La nostalgia ha quattro zampeQuesta volta voglio parlare di una cosa personale, una riflessione su un fenomeno che anche se non tocca tutti può toccare tante persone. Sto parlando della morte di un animale di famiglia, ossia un animale che ha vissuto con noi per molto tempo e che poi inesorabilmente ci lascia. Non voglio ovviamente esaltare le virtù delle specie non umane come "migliori" o dotate di alti valori morali e cadere nella facile retorica nel dire "sono meglio delle persone" o cagate simili. Un noto rapper italiano ha espresso questo concetto in un modo geniale in una sua canzone: "i cani son meglio delle persone che dicono che i cani son meglio delle persone"¹. Non poteva essere più chiaro. Fatta questa premessa, cerchiamo di analizzare e capire quello che intendo. Un animale che vive con noi è senza dubbio un membro attivo e partecipe della famiglia, condivide pasti e dormite sotto lo stesso tetto. Partecipa ogni giorno a tutte le attività di casa, viene in vacanza con noi, ci sta vicino nei momenti belli e quelli meno belli. Ci ascolta senza giudicare ed è testimone delle unicità e pazzie di ogni famiglia. Eppure quando questi membri della famiglia muoiono, si tende a dare un peso minore alla loro scomparsa. Si dà per scontato che ci lascino prima e che possano essere sostituiti con facilità con altri animali. Questo atteggiamento onestamente lo trovo assai ingiusto proprio nel principio di amore che lega (o che dovrebbe legare) ogni membro di una famiglia. Un anno fa è morto uno dei miei cani. Aveva 15 anni ed è stato con me dalla mia post-adolescenza fino alla cosiddetta età adulta. Ha vissuto con me ed è stato testimone di tanti e grandi cambiamenti nella mia vita. Con lui, a volte penso, se n'è andata effettivamente un pezzo della mia vita a cui per sempre associerò la sua presenza per scandire quegli anni. Tutte quelle passeggiate insieme per parchi e boschi, scalando montagne oppure semplicemente rilassandosi insieme la sera dopo il lavoro. Era un'anima buona, un bracchetto trottatore instancabile. Due orecchie di velluto morbide e uno sguardo dolce che ti scaldava il cuore. Ovviamente bisogna anche menzionare le sue puzzette mefitiche facendo il finto tonto oppure le sue "pisciate" olimpiche annaffiando solo ed esclusivamente il suo albero preferito. Certo, scrivendo questo potrebbe essere confuso con un qualsiasi cane nel mondo ma sarebbe come dire che due persone che si comportano in modo simile siano uguali e quindi intercambiabili. Siamo animali tanto quanto e non credo che direi ad una persona, che ad esempio perde un nonno, di non preoccuparsi tanto un anziano qualunque per la strada è come se fosse il suo caro parente. Appunto la cosa che non trovo giusta è proprio il fatto automatico di delegittimare un dolore perché associato ad un animale che non sia la tua specie. Le relazioni che costruiamo con gli altri, indipendentemente dalla specie a cui apparteniamo, sono uniche dato che sono uniche le interazioni che ci legano. Non sono quindi replicabili in modo clonale bensì si costruiscono ogni volta in modo differente perché le parti in gioco sono cambiate inevitabilmente. Ogni atomo è in fondo unico e a suo modo irripetibile, ed è proprio questo che rende la vita un cosmo di possibilità. Uno dei problemi principali di noi umani è proprio quello di crederci superiori e più importanti di tutti gli altri. Perciò diamo per scontate frasi del tipo "dai, era solo un gatto" oppure "prendi un altro cane". In un modo del tutto relativistico, quel "solo un gatto" potrebbe essere stato magari per me un compagno ben più importante di tanti "amici" sapiens. Oppure persone che per ragioni celesti in automatico classificano gli altri animali (ovviamente loro non si pensano animali) come esseri inferiori privi di qualsivoglia "anima" e perciò non degni di attenzione o rispetto. La mia non vuole essere un'invettiva intra-specie per dire è meglio o peggio questo, la stupidità è ubiquitaria e alzo le mani dinanzi ad essa. Voglio solo dire che non è giusto, secondo me, minimizzare un dolore per la perdita di un nostro amico animale solo perché pensiamo che l'oggetto della perdita sia da considerare inferiore agli esseri umani. Ognuno ha il diritto di viverla nella maniera in cui si sente di doverla e poterla vivere ma non affibiamo in automatico etichette solo in funzione di un pre-concetto sbagliato. A volte penso a quegli ultimi giorni insieme e mi viene una grande nostalgia. Penso a quella mattina di agosto in cui ti ho posato sul prato a guardare il lago e i boschi per l'ultima volta dato che non potevi più muoverti in autonomia. E mi veniva rabbia pensare quando invece varcavi quei luoghi col tuo tartufo correndo libero come sempre ti è piaciuto. Ma quanto è stato bello crescere e vivere insieme? Non scorderò mai i nostri lunghi cammini, le nostre serate in compagnia con la mia mano sul tuo muso che dorme. Mi manchi tanto e ti voglio ricordare così caro amico, perché un giorno ci incontreremo di nuovo là dove le tenebre non esistono più. Voglio infine dedicare queste parole a tutte le persone che hanno o hanno avuto la fortuna di avere un amico come il mio, non ve ne pentirete.
Art - Transmissions di Matt Dixon
Matt Dixon è un illustratore e artista concettuale che ha passato anni a immaginare e costruire un mondo popolato da questi simpatici, strani, teneri e inusuali robot. Lo trovo umano proprio perché usa dei robot sgangherati per rappresentare emozioni umane e dar loro voce con una semplicità giocosa e allo stesso tempo profonda. Il consiglio - From the river di Cala
Ho scoperto i Cala nei meandri di internet come al solito per puro caso e si sono rivelati incredibili fin da subito. Questo album, From the river del 2023, è il loro esordio. I Cala sono una giovanissima band originaria di Inverness e si definiscono una band di musica scozzese post-tradizionale. Non so cosa voglia dire esattamente, ma so esattamente che sono dei musicisti eccezionali con un'energia pazzesca. Prendetevi un attimo e mettetevi in cuffia un album che vi porterà indietro nel tempo ma con uno spirito genuino e moderno immaginando i paesaggi delle Highlands proprio lì davanti a voi. ⚓ Naviga con me tra parole e idee: iscriviti a flint Se questa newsletter ti è piaciuta, sentiti libero/a di inoltrarla: più siamo a bordo, meglio navighiamo. 🌊 Se ti sei perso o vuoi recuperare tutte i numeri di flint usa questo link! "Non esiste miglior barca di un libro per esplorare terre lontane." Emily Dickinson
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